
Comandi da tastiera abbinati al tato Win
18 Gennaio 2024Il linguaggio del corpo per una formazione più efficace

La parte della comunicazione, definita non verbale, è rappresentata dal linguaggio del corpo : le espressioni, il tono della voce, gli sguardi, la postura, il modo di respirare, i movimenti.
È la parte più istintiva e meno considerata, ma proprio per il fatto che è gestita dall’inconscio di ognuno di noi, risulta essere la parte della comunicazione, più efficace perché agisce sugli altri in maniera istintiva , subconscia.
Essa trasmette messaggi, immediatamente, comprensibili, che vengono recepiti, da chi abbiamo di fronte in maniera, inequivocabile, sul nostro stato d’animo.
Questo messaggio che diamo, ha due problemi di fondo, l’imperfezione dello stesso significato e l’assoluta incoscienza con la quale lasciamo sfuggire comunicazioni che non vorremmo dare.
Possiamo manifestare antipatia, rabbia, disgusto, noia ecc. senza governare appieno questi sentimenti: un sguardo corrucciato, i pugni serrati, le braccia conserte, un piede che batte, un postura troppo rilassata.
Tutto questo può dare dei messaggi non voluti od inopportuni; rivela in maniera imprecisa dei sentimenti, che possono essere generati da problemi, esterni, dalla nostra vita privata, ma che vengono comunque recepiti da chi ci ascolta, falsandone il rapporto.
È molto importante imparare a gestire il nostro corpo, proprio per non compromettere la nostra necessità di comunicare dei messaggi, in maniera precisa, comprensibile, duratura.
Curiamo con attenzione i nostri gesti, il nostro modo di parlare, il tono della voce, le intercalazioni.
Non stiamo troppo in piedi, né troppo spesso seduti (potremmo far capire quanta poca voglia abbiamo di essere lì).
Per riuscire ad insegnare, bisogna farlo con la voglia di riuscirvi, o per lo meno farlo credere; non è ipocrisia ma solo la necessità di non offendere e di mascherare dei sentimenti che a volte, si impadroniscono di noi al momento sbagliato, solo perché quel giorno abbiamo dei problemi nella nostra vita privata.
Sforziamoci sempre per riuscire a controllare i nostri gesti, impariamo ad usare i movimenti delle braccia e delle mani per dare maggior enfasi e significato ai nostri discorsi.
Impariamo a gestire il nostro sguardo, guardando negli occhi le persone per comunicare ai presenti: dovremo riuscire a non fissare qualcuno in particolare, perché magari lui stesso ci sta fissando, ma dovremo usare lo sguardo per stimolare l’attenzione di tutti i presenti.
Sorridiamo quando è giusto farlo: sorridere a sproposito è controproducente come d’altronde essere troppo severi con lo sguardo porta rifiuto da parte degli allievi al nostro condurre la lezione; per cui esercitiamoci a controllare le nostre espressioni per acquisirne la piena padronanza.
Molto importante è anche la gestione dello spazio; non lasciamo che il nostro corpo si muova a caso ed assuma delle posture sgraziate: prendiamo consapevolezza dei nostri movimenti, rendendoli adeguati e controllati, il movimento dà ritmo al nostro parlare e fa sì che si venga percepiti come capaci di maggiore affermazione : avviciniamoci ed allontaniamoci per variare l’attenzione e l’enfasi del discorso e per creare con gli allievi una relazione anche sul piano fisico
Muoviamoci spesso: lentamente, con padronanza e sicurezza, evitiamo di assumere posture pietrificate come se fossimo a disagio di essere in aula; quando stiamo fermi impariamo ad assumere una posizione ben bilanciata controllando la posizione delle gambe e dei piedi e i loro movimenti.
Controlliamo gli appoggi: devono essere sempre modesti nel senso che, a parte quando stiamo seduti, evitiamo di rilassarci appoggiandoci pesantemente alla scrivania o al supporto del proiettore, oltre a essere poco piacevole a vedersi potrebbe creare situazioni veramente imbarazzanti se d’improvviso la stabilità del nostro sostegno venisse improvvisamente a mancare.
Dobbiamo riuscire, durante le ore di lezione, a chiudere con il mondo esterno, concentrarci su quello che stiamo facendo, senza farci sopraffare dai sentimenti.
Per questo sarà bene spengere sempre il telefono cellulare, e dire a tutti di non cercarci, come dovremo chiederlo gentilmente anche agli allievi.
Con il tempo diventerà più semplice, e riusciremo ad essere sempre totalmente presenti in quello che stiamo facendo senza lasciare spazio all’istinto.
Vestiamoci sempre in maniera, sobria, adeguata, ne troppo trasandata, ne troppo formale: un elegante vestito scuro con cravatta e camicia inamidata, creano una barriera insormontabile per una platea di studenti, creano un rifiuto oltre ad essere, quasi sempre, fuori luogo per un occasione come quella di un corso sulla sicurezza.
Di contro lo stesso vestito scuro, sporco , stazzonato, con una cravatta stonata, e la camicia spiegazzata, danno un messaggio ancora peggiore.
Curiamo ogni particolare della nostra persona, in maniera adeguata, né troppo né poco; dovremmo essere capaci di trovare la giusta via di mezzo; e soprattutto curare sempre l’aspetto per mantenerlo comunque decoroso, nel vestire, e nell’aspetto fisico (barba incolta, capelli spettinati, troppo trucco o troppo poco, scarpe sporche ecc).
Il suggerimento che mi sento di dare in questo momento è proprio di curare il modo di presentarsi in aula, nei minimi particolari, perché inevitabilmente saremo giudicati al primo sguardo, e questo giudizio si manterrà per tutta la durata del corso, influenzando la predisposizione degli allievi ad ascoltarci.